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Benvenuti nella Parrocchia di San Biagio di Lanzara

Il patrono della nostra parrocchia visse tra il III e il IV secolo d.C. in Turchia. Nato da una famiglia nobile e allevato come cristiano divenne vescovo di Sebaste, l'odierna città di Sivas nella Turchia orientale, che al tempo di San Biagio era una provincia romana chiamata Armenia Minor. Sebaste (o Megalopolis) era la capitale della Armenia bizantina.
La tradizione vuole che fosse esperto nella medicina ancora prima di diventare vescovo e che vivesse in una grotta tra le montagne, volontariamente, forse per sfuggire alle persecuzioni contro i cristiani. Nella grotta era avvicinato dagli animali selvatici che lui ammansiva e curava.

Alcuni cacciatori lo arrestarono e lo portarono al governatore Agricolao. San Biagio professò la sua fede in Cristo davanti a lui e perciò fu picchiato con le verghe. Poi appeso, stirato e gettato in prigione. Mentre lo portavano in prigione lo seguirono sette donne che professavano Gesù Cristo come vero Dio e per questo furono decapitate. Fu torturato con pettini che strappavano la carne, come quelli usati per cardare la lana: 'Dilacerato corpore, infractus animo resistit' secondo il racconto del suo martirio.

Durante la sua prigionia guarì un ragazzo che rischiava di morire soffocato a causa di una lisca conficcatasi in gola.

Si racconta anche che convinse con la sua parola un lupo a restituire un maiale che apparteneva ad una povera donna. Essa poi ricambiò il santo infiltrandosi nella prigione e portandogli cibo e candele. Fu gettato in fondo al lago, ma due angeli lo riportarono sano e salvo a riva, quindi fu decapitato. Furono decapitati anche due ragazzi che erano in prigione con lui e che egli aveva istruito alla religione cristiana.
 

Il martirio del Vescovo di Sebaste avvenne nel 315 o 316 d.C. durante l'impero di Licinio. Nel martirologio di San Gerolamo (347-419) non è nominato, ma in quelli europei del IX secolo San Biagio è nominato al 15 Febbraio, mentre in quelli greci è ricordato l'11 Febbraio. I pochi fatti certi sulla vita di San Biagio sono riportati nei documenti antichi frammisti alla leggenda che si diffuse a partire dall'ottavo secolo.

La venerazione del santo orientale è arrivata in Europa in tempi molto antichi e fu molto popolare nel Medio Evo. La ragione vera della devozione a San Biagio non è ancora stata chiarita. Innumerevoli chiese sono dedicate a lui e molte località ritengono di avere sue reliquie (Taranto, Ragusa, l'Abbazia di San Biagio nella Foresta Nera, e anche San Biagio di Callalta).

San Biagio si festeggia il 3 Febbraio nella chiesa cattolica e l'11 Febbraio nella chiesa orientale. E' rappresentato spesso con in mano due candele incrociate o in una grotta attorniato dagli animali. San Biagio è il patrono degli animali selvatici, dei cardatori e di tutte le persone che soffrono di malattie alla gola. In Germania, Svezia ed Ungheria San Biagio è venerato tra i 14 santi ausiliatori cui si rivolgono i devoti che chiedono aiuto in caso di malattia.
 

 

Pubblicato il 10/10/2010

by Amministratore

info@sanbiagiolanzara.org

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